Fano (PU) – Piazza Andrea Costa. Emergono i resti della Basilica Vitruviana
Data:
20 Gennaio 2026

Presentate ieri dal Soprintendente dott. Andrea Pessina, nel corso della conferenza stampa organizzata da Comune di Fano e in collegamento anche il Ministro delle Cultura Alessandro Giuli, le straordinarie scoperte emerse dagli scavi in piazza Costa, che hanno permesso di identificare i resti del complesso della basilica descritta da Vitruvio nel De Architettura, uno degli edifici più celebri della storia dell’architettura romana.
I risultati raggiunti sono l’esito di una attenta attività preventiva di assistenza e di scavo archeologico avviata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino, nell’ambito del progetto PNRR del Comune di Fano dedicato alla riqualificazione di Piazza Andrea Costa.
La struttura citata da Vitruvio nel De Architectura (V, 6–10), l’unica di cui l’autore affermi esplicitamente di aver curato la costruzione, è descritta come un edificio monumentale di grande dignità e bellezza, le cui dimensioni (circa 50 x 35 metri) assieme ai portici laterali trovano oggi riscontro nelle evidenze emerse dagli scavi.
In particolare sono state individuate cinque colonne in opus vittatum di 1,5 metri di diametro, rivestite alla base di intonaco dipinto di nero e distanti circa 4 metri l’una dall’altra, esattamente come descritto da Vitruvio relativamente ai colonnati laterali della basilica.
La conferma definitiva dell’identificazione è giunta poi lo scorso 16 gennaio con il ritrovamento di una colonna angolare, identificata tramite un sondaggio mirato sulla base della planimetria vitruviana.
Rinvenuti inoltre anche un tratto del muro perimetrale con intonaco nero, due basamenti quadrangolari, probabilmente destinati a statue, e vaste superfici di preparazione pavimentale dell’aula basilicale.
Le ricerche in corso permetteranno di approfondire anche aspetti ancora irrisolti dell’edificio vitruviano, tra cui la posizione dell’aedes Augusti e l’articolazione degli ambienti del complesso basilicale.
Le tecniche costruttive rilevate permetteranno inoltre di raccogliere dati volti alla ricostruzione degli elevati della struttura e alla riesamina, sotto l’aspetto architettonico, delle ipotesi formulate nel corso dei secoli, tra cui, tra le più note, quella del Palladio della metà del Cinquecento.
Le nuove scoperte offrono anche la possibilità di reinterpretare contesti archeologici noti del centro storico di Fano, dalle strutture sottostanti il complesso di Sant’Agostino ai recenti rinvenimenti di via Vitruvio.
Gli scavi hanno anche messo in luce l’articolata continuità di vita della città evidenziando le più tarde strutture del convento di San Daniele, dove si concentreranno ulteriori indagini per chiarire la complessa stratigrafia in corrispondenza di quella che potrebbe essere l’area del tempio di Augusto e del tribunale.
Ulteriori interventi saranno realizzati anche nella porzione di piazza verso via Montevecchio dove sono già state messe in luce strutture riferibili a un grande edificio pubblico, probabilmente da identificarsi con il macellum romano.


